Conviene il Conto Energia?

By redazione | luglio 8, 2008

Quanto conviene il Conto Energia? E’ una domanda che si fanno in molti.
A distanza di oltre un anno dall’introduzione del Nuovo Conto Energia (DL 19/02/2007), che incentiva l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, diventato operativo dopo l’emissione della delibera attuativa AEEG 90/07 del 13/04/2007, si possono fare alcune considerazioni.
Se non ci sono dubbi sui benefici per l’ambiente in cui viviamo, dovuti alla mancata emissione di gas serra, inquinanti e residui di qualunque tipo per la produzione di energia da fotovoltaico, alcuni facili entusiasmi iniziali sono da ridimensionare relativamente agli aspetti strettamente economici.

In effetti il conto energia ha lo scopo di rendere conveniente l’investimento nel fotovoltaico, ma non elimina l’impegno finanziario personale, che deve comunque essere sostenuto per un periodo di tempo non breve prima del rientro.
Il tempo del rientro economico dipende dalla producibilità dell’impianto fotovoltaico, che cresce progressivamente spostandosi a sud. Altri fattori di influenza sono l’orientazione dell’impianto ed il valore della tariffa incentivante ottenibile.
Inoltre dipende anche dal fatto che per l’acquisto si utilizzi un finanziamento bancario (che ha un costo), oppure l’investimento venga sostenuto più o meno interamente dal cosiddetto soggetto responsabile (o proprietario) dell’impianto fotovoltaico.

Se si considera il caso di impianti dedicati a soddisfare il fabbisogno elettrico di un’abitazione, o quello di un’attività di impresa, e se la taglia non è eccessivamente grande (potenza inferiore a 20 kW di picco) la modalità prevalente di utilizzo del Conto Energia è quella dello Scambio sul Posto, in contrapposizione alla vendita dell’energia prodotta in eccesso.

Nel caso dello scambio sul posto il beneficio economico per il proprietario-utilizzatore dell’impianto è dovuto al  dal pagamento da parte del GSE della tariffa incentivante per tutta l’energia prodotta, sommato al risparmio dovuto al non dover pagare l’energia consumata fino a concorrenza con la quantità prodotta.
Il costo attuale di un impianto della potenza di circa 3 kWp (taglia con la quale si soddisfano in genere tutte le necessità di una normale abitazione residenziale) installato, è dell’ordine di circa 7.000 euro/kWp, IVA inclusa, per un totale di 21.000 euro.
A questo deve essere aggiunto il costo annuale di assicurazione e manutenzione, stimabile in circa 200-300 euro/anno.
Inoltre si deve tener conto che è molto probabile che dopo i dieci anni di esercizio dell’impianto si debba sostituire l’inverter che, per un impianto da 3 kWp, ha attualmente un costo intorno ai 2.500 Euro.

Come esempio di stima di producibilità, alla latitudine di Firenze (43° 47′ N), per un impianto in silicio cristallino da 3kWp, installato su un tetto orientato perfettamente a Sud, parzialmente integrato (tariffa incentivante 2008: 0,44 euro/kWh), con inclinazione di 25°, è di circa 3472 Kwh/anno in media (simulazione http://sunbird.jrc.it/pvgis/apps/pvest.php?europe=), cioè inferiore a 1200 kWh/kWp che rappresenta una soglia tipica perché si abbia il rientro economico in tempi ragionevoli.
In queste condizioni il costo sostenuto è recuperato in circa 12-13 anni. Le condizioni considerate per il rientro dall’investimento sono quelle in cui, installato l’impianto, questo ripaga annualmente tutti i costi connessi (ripartizione del costo totale su base annua, assicurazione, manutenzione).

Lo stesso impianto installato a Bari ha una produzione annua stimata di circa 4092 kWh (1364 kWh/kWp), che fornisce un rientro in circa 11 anni.

Nel caso di installazione a Varese la produzione sarebbe di circa 3297 kWh (1099 kWh/kWp), per un rientro in circa 14 anni.
Nel caso di un’inclinazione più favorevole dei pannelli (35°) la produzione a Varese passa a 3352 kWh, che non incide un gran ché sui 14 anni precedenti.

Le stime precedenti sono state eseguite per condizioni vicine all’ottimale, considerando che il fattore che incide di più è l’orientazione verso sud dell’impianto. Ogni ulteriore allontanamento da questa situazione ovviamente diminuisce la produzione aumentando il tempo di rientro.

Se poi l’impianto è acquistato utilizzando un finanziamento bancario, si deve considerare il costo aggiuntivo degli interessi per il rimborso, portando facilmente i tempi di rientro intorno ai 20 anni, che è il periodo totale in cui si può beneficiare della tariffa incentivante.

Un aumento consistente della convenienza economica si avrebbe in caso di accesso ad un finanziamento pubblico aggiuntivo di valore inferiore al 20% del costo dell’impianto (limite oltre il quale si perde il beneficio della tariffa incentivante).

Conclusioni:
L’investimento nel fotovoltaico può essere interessante anche economicamente, purché si accettino tempi di rientro normalmente non brevi. Questi sono abbreviabili sensibilmente in caso si abbia accesso ad ulteriore finanziamento pubblico per l’acquisto di valore entro il 20% del costo dell’impianto.
D’altra parte il dotarsi di un impianto fotovoltaico può azzerare i costi di acquisto dell’energia elettrica praticamente a vita, tenendo anche conto che questi non potranno che crescere nel tempo (nelle stime di cui sopra è già incluso un incremento di circa il 5% annuo medio).
Il contributo alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo è inoltre senza prezzo.

Lascia un commento

Nome:

E-Mail :

Website :

Commenti :