Infrarossi per riscaldamento

By redazione | giugno 2, 2008

COS’E’

Tra le varie modalità di trasmissione del calore l’irraggiamento ha la particolarità che permette il riscaldamento di un corpo senza contatto né interposizione di un mezzo fisico con la sorgente termica; tipico esempio è il sole che riscalda la terra attraverso il vuoto e l’aria.

La radiazione infrarossa responsabile del riscaldamento, è la porzione di spettro elettromagnetico,  compresa fra il campo visibile e le microonde. Oggi in commercio si trovano radiatori infrarossi a gas o elettrici per soddisfare molteplici esigenze in campo civile ed industriale.

APPLICAZIONI IN CAMPO CIVILE

L’applicazione più tipica della tecnologia dell’infrarosso in campo civile è rivolta al riscaldamento mirato di certe tipologie d’ambienti. Infatti la bassa inerzia termica (passaggio rapido da freddo a caldo) e la possibilità di concentrare il calore solo in determinati spazi rendono questa tecnologia ideale per il riscaldamento di :

·        Locali ad ampia volumetria dove occorre riscaldare solo parti specifiche e in modo frazionato. Tipici esempi sono rappresentati da chiese, palestre, magazzini. In particolare nei luoghi di culto, come le chiese, questa tecnologia si presenta particolarmente poco invasiva e quindi non costituisce assolutamente motivo di degrado architettonico

·        Locali pubblici dove un riscaldamento mirato può costituire un vantaggio competitivo per incrementare il volume d’affari: si pensi alla possibilità di riscaldare zone aperte adiacenti a bar e ristoranti  durante la stagione invernale in modo da incrementare notevolmente l’offerta per la propria clientela

·        Riscaldamento anche in ambito domestico nei casi di ambienti poco frequentati ed in cui è necessario un rapido passaggio da freddo a caldo: si pensi alla possibilità offerte per case di montagna abitate solo in maniera sporadica.

APPLICAZIONI IN CAMPO INDUSTRIALE

Numerose sono le applicazioni in campo industriale. Di seguito ne citiamo alcune:
Trattamento di superfici verniciate: laddove sia necessario procedere all’essiccazione di parti verniciate la tecnologia infrarosso trova notevoli applicazioni. A titolo esemplificativo possiamo citarne l’utilizzo nelle carrozzerie dove forni e/o radiatori ad infrarossi garantiscono risultati eccellenti e nel contempo consentono risparmi economici notevoli.

Termoformazione: le caratteristiche peculiari dell’infrarosso quali bassa inerzia e riscaldamento mirato sono particolarmente adatte per la termoformazione della plastica (bottiglie in PET)

Incollaggio di superfici ed etichette: attraverso l’utilizzo della tecnologia ad infrarosso le colle poste tra le due superfici essiccano con un ancoraggio sicuro ed uniformeCoil-coating: anche in questo settore, in forte espansione, sta trovando sempre più spazio questa tecnologia  anche grazie agli ingombri ridotti dei macchinari impiegati.

VANTAGGI RISPETTO ALLE TECNOLOGIE TRADIZIONALI

Seppure una comparazione economica rispetto alle tradizionali tecnologie vada condotta caso per caso molto spesso l’infrarosso si è dimostrata una tecnologia vincente anche sul piano economico proprio per i vantaggi seguenti:
·        Il calore è fornito in maniera mirata

·        Elevata flessibilità d’utilizzo

·        Inerzia termica ridotta

·        Ingombri ridotti con conseguente risparmio di spazio rispetto alle tecnologie tradizionali

Piani di cottura ad induzione

By redazione | giugno 2, 2008

I piani ad induzione sono stati introdotti solo di recente sul mercato. Il funzionamento in sintesi è il seguente: all’interno della piastra un circuito elettronico alimenta e aziona una bobina che crea un campo magnetico. Quando il recipiente viene posto sul fuoco, entra in contatto con questo campo magnetico ed è percorso da correnti d’induzione che lo scaldano immediatamente.

In questo modo il piano di cottura non si attiva in assenza della pentola e si spegne automaticamente appena la pentola viene tolta. La superficie del piano attorno alla pentola resta fredda, infatti il calore è molto concentrato e quindi i tempi  di cottura sono molto ridotti (inferiori di 1/3 ed il alcuni casi anche del 50% rispetto alla cottura a gas)

Inoltre i consumi di energia elettrica sono contenuti. Un altro aspetto molto importante da sottolineare risiede nella maggiore sicurezza rispetto a qualsiasi altro piano di cottura: non può essere lasciato inavvertitamente acceso quindi annulla i rischi d’incendio, non provoca scottature in quanto l’unica parte calda è sotto la pentola. Pertanto si tratta di una tecnologia che offre la massima efficienza nell’ambito della sicurezza domestica.

Motori ad alta efficienza

By redazione | giugno 2, 2008

Di tutta l’energia elettrica consumata nei paesi più sviluppati una quota consistente è riconducibile all’utilizzo di motori elettrici. Infatti queste macchine sono diffuse in maniera capillare in tutti i comparti; a partire dall’industria dove troviamo motori con potenza dell’ordine delle migliaia di kW per finire alle applicazioni domestiche con motori da poche decine di W (ventilatori, utensili….).

Per questi motivi una rapida diffusione di motori ad alta efficienza può costituire un forte volano per la riduzione complessiva dei consumi elettrici. In effetti data la loro importanza in termini quantitativi, anche un lieve miglioramento dell’efficienza del parco macchine esistente comporta risparmi complessivi notevoli.

Per tale ragione, soprattutto negli ultimi anni i principali costruttori hanno rivolto la loro attenzione alla costruzione e messa in commercio di motori ad alta efficienza.

Analisi economiche svolte comparando costi iniziali e consumi hanno dimostrato che l’extra costo iniziale necessario per un motore ad alta efficienza si ripaga coi minori consumi in un periodo spesso inferiore ai tre anni (ovviamente questo periodo diminuisce all’aumentare delle ore annue di utilizzo del motore).

Alla luce di queste considerazioni si suggerisce, quando si tratta di sostituire un motore e/o acquistare macchinari composti da motori con una certa taglia, di prendere in esame la possibilità di acquistare motori ad alta efficienza.

Domotica

By redazione | giugno 2, 2008

La domotica si occupa di integrare le tecnologie per poter automatizzare le operazioni di edificio (da qui il nome di building automation). Finora le principali applicazioni hanno riguardato edifici di notevoli dimensioni e di una certa complessità impiantistica. Si pensi ad esempio ad un albergo ove sia necessario gestire in maniera centralizzata una serie di funzioni relative alle singole stanze (accensione luce, movimentazione tapparelle, avvio/spegnimento impianto di climatizzazione).

Oggigiorno si stanno tuttavia diffondendo applicazioni domotiche anche in ambito domestico in quanto il maggior investimento iniziale è poi ripagato dai successivi risparmi energetici successivi. Infatti attraverso la domotica è possibile utilizzare sensori in grado di spegnere le luci nelle stanze vuote, oppure è possibile attivare da remoto un controllo intelligente di tutte le funzioni della casa. Tra queste possiamo citare: climatizzazione, irrigazione giardino, gestione carichi elettrici, impianti di sicurezza.

Eolico

By redazione | giugno 2, 2008

La produzione d’energia meccanica da fonte eolica ha origini antiche, ma solo in tempi recenti con la realizzazione di impianti con prestazioni e quindi rendimenti notevoli questa tecnologia ha trovato piena maturità ed applicazione anche per la produzione di energia elettrica.

In paesi all’avanguardia tecnologica e con una morfologia tale da essere battuti da venti intensi e costanti nel tempo la produzione d’energia elettrica da fonte eolica ha raggiunto livelli di tutto rispetto. Basti pensare alla Danimarca dove ormai più del 20% totale della produzione elettrica è da fonte eolica e questa quota è in costante aumento. Ma anche altri paesi con caratteristiche adatte hanno sviluppato una forte produzione eolica come Spagna e Germania.

L’Italia pur non beneficiando dei venti Atlantici ha dei siti che presentano buone opportunità di sviluppo di impianti eolici ed infatti in alcune zone della Sardegna, della Sicilia o della Puglia, solo per fare degli esempi, sono nati parchi eolici di notevole dimensione.

Data la caratteristica dell’energia del vento questa tecnologia si adatta meglio a taglie medio-alte in quanto una buona intensità del vento si riscontra lontano dal suolo e quindi utilizzando sostegni molto alti e, di conseguenza, impianti molto potenti. Pertanto la realizzazione di tali impianti può essere portata a termine da soggetti disposti a sostenere investimenti iniziali piuttosto onerosi. Basti pensare a titolo d’esempio che un singolo impianto (sostegno, rotore e pale) di 650 kW ha un costo superiore al milione di euro cui vanno aggiunte tutte le altre spese accessorie (opere di sbancamento, oneri di allacciamento alla rete elettrica…..)

Nonostante ciò con i rendimenti raggiunti  dalla tecnologia odierna e con l’incentivazione riservata all’energia immessa in rete gli impianti eolici presentano dei tempi di ritorno degli investimenti relativamente bassi se comparati ad altri impianti ad energie rinnovabili. In letteratura sono citati esempi di impianti che permettono il rientro dell’investimento in un tempo inferiore ai cinque anni che è sicuramente un tempo ragionevole per un investimento in questo settore.

Le energie rinnovabili

By redazione | giugno 2, 2008

Sono normalmente chiamate energie rinnovabili quei tipi di energia che, per loro stessa natura, si rigenerano in breve tempo per essere utilizzate nuovamente. I principali tipi di energia rinnovabile sono: idroelettrica, solare, eolica, geotermica e da biomasse. Un limite storico allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile ed al loro utilizzo è stato finora il l’alto costo di queste tecnologie rispetto a quello dei combustibili tradizionali. Questo è un fattore che sta progressivamente cadendo vista la crescente domanda internzionale di energia, soprattutto dai paesi emergenti, come Cina, India, Brasile, e di quelli che escono progressivamente dal sottosviluppo. Il costo crescente dovuto alla domanda, unita ai contributi statali per politiche di sviluppo ecosostenibile e per l’attenuazione della dipendenza dai paesi produttori sta rendendo l’uso delle fonti rinnovabili sempre più diffuso a livello mondiale. L’Italia è attualmente il quarto produttore di elettricità da fonti rinnovabili (essenzialmente idroelettrico e geotermia) nella Comunità Europea con 52 TWh nel 2006 (corrispondente ad una quota del 15% sul consumo interno lordo di elettricità). Attualmente non si prevede che l’uso delle energie rinnovabili raggiunga quello dei combustibili convenzionali, a causa delle loro limitazioni intrinseche, come, p. es., la natura intermittente e variabile (nel caso solare presenza di nuvole, mancanza di vento per l’eolica, l’idroelettrica dipenda dal livello dei bacini, ecc..), per cui le rinnovabili non saranno la risposta a tutti i problemi di energia, ciononostante il loro apporto si sta dimostrando di grande valore in tutto il mondo. Infatti l’uso delle energie rinnovabili aumenta la diversificazione dei fornitori e, nel lungo termine, può contribuire a sostituire i combustibili fossili in diminuzione.